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Paragrafo  9  . Il difficile sviluppo dell'America latina.  Gli  stati
centrali.

Dalla  fine  della seconda guerra mondiale ai giorni  nostri  i  paesi
dell'America latina sono stati caratterizzati da instabilit  politica
e  fragilit  economica.  Lo sfruttamento di tipo  neocoloniale  delle
risorse  naturali  esercitato dalle imprese  multinazionali,  in  gran
parte  statunitensi,  ha frenato lo sviluppo industriale  ed    stato
spesso  accompagnato da pesanti ingerenze politiche. La  realizzazione
di  limitate riforme non ha cancellato i gravi squilibri tra  citt  e
campagna e tra una ristretta minoranza di privilegiati e una massa  di
diseredati,  costretti a vivere in condizioni di  estrema  miseria  ed
emarginazione.  I governi che hanno tentato cambiamenti  pi  profondi
hanno  dovuto affrontare la reazione, spesso violenta e vincente,  dei
gruppi    dominanti   e   delle   imprese   multinazionali.     Eventi
rivoluzionari,   colpi   di   stato  e   regimi   dittatoriali   hanno
contrassegnato   la   storia  di  numerosi   paesi   latino-americani.
Significativo  stato a riguardo il ruolo svolto dai militari,  spesso
operanti come braccio armato delle oligarchie dominanti, delle imprese
multinazionali e del ceto medio conservatore.
Tra  i principali protagonisti gli Stati Uniti, che, per mantenere  il
controllo sul continente, sono intervenuti in vari modi: incoraggiando
nel  1948  la  formazione della organizzazione degli  stati  americani
(OSA),  finalizzata a promuovere la cooperazione economica, ma  spesso
usata come strumento di pressione politica; sostenendo militarmente  e
finanziariamente    iniziative   controrivoluzionarie;    impegnandosi
direttamente in azioni militari.
Nel  corso  degli anni Quaranta e Cinquanta il Messico ha attraversato
un periodo di stabilit politica e sviluppo economico. A partire dagli
anni   Sessanta  per    iniziata  una  crisi  economica  che  si   
progressivamente aggravata, determinando una elevata tensione sociale.
Nel  1985 l'avvio di un programma di risanamento delle finanze, basato
su  consistenti  inasprimenti fiscali ha fatto crescere  lo  scontento
della  popolazione.  Ad aggravare la situazione   intervenuto,  nello
stesso  anno, un terremoto che a Citt del Messico ha provocato 10.000
morti, 300.000 senza tetto e danni per miliardi di dollari. Alla  fine
degli  anni  Ottanta il presidente Carlos Salinas de Gortari  ha  dato
inizio  ad  un piano per promuovere la ripresa economica e moralizzare
la vita pubblica, che si  rivelato abbastanza efficace. Nel corso del
1995 per la situazione finanziaria si  fatta di nuovo pesante ed  ha
portato ad una massiccia svalutazione della moneta.
A  Cuba,  nel 1959 il potere venne assunto da Fidel Castro, che  aveva
guidato  vittoriosamente la guerriglia contro il  dittatore  Fulgencio
Batista.   L'adozione   di   un  programma  economico   contrassegnato
dall'esproprio  di numerose terre possedute da societ statunitensi  e
dalla  eliminazione  del  monopolio esercitato  dall'americana  United
Fruit  sulla coltivazione della canna da zucchero, principale  risorsa
dell'isola, suscit l'immediata ostilit degli Stati Uniti, accentuata
dalla decisione di Fidel Castro di adottare il modello socialista e di
allacciare   stretti  rapporti  economici  e  politici  con   l'Unione
Sovietica.

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Alla  fine  degli anni Ottanta, il crollo dell'Unione Sovietica  ed  i
cambiamenti  verificatisi nel blocco dei paesi socialisti hanno  messo
in  grave difficolt l'economia cubana (nel 1993 il prodotto nazionale
lordo ammontava al 37% di quello del 1986), perch questa aveva scambi
commerciali soprattutto con quei paesi, e l'URSS in particolare si era
impegnata ad acquistare lo zucchero cubano a prezzi superiori a quelli
del  mercato  internazionale. Ultimo paese a  proclamarsi  socialista,
Cuba,  ancora colpita dall'embargo deciso dagli Stati Uniti nel  1962,
si    trovata dunque a dover affrontare una difficilissima situazione
economica,  causa  di grave disagio per la popolazione,  ridotta  allo
stremo dalla penuria dei generi alimentari.
In Nicaragua, cacciato nel 1979 il dittatore Anastsio Debayle Somoza,
il  governo del fronte rivoluzionario sandinista nazionalizz le terre
e  le  societ  della famiglia dell'ex dittatore e sostitu  le  forze
armate  con  l'esercito  popolare sandinista.  Le  oligarchie  locali,
sostenute  dagli  Stati Uniti, attuarono una decisa  opposizione;  gli
scontri  tra  le forze governative ed i movimenti controrivoluzionari,
che  avevano le loro basi nel confinante Honduras, sfociarono  in  una
sanguinosa guerra civile. Questa si protrasse fino al 1990, quando  le
elezioni  presidenziali furono vinte dalla coalizione  antisandinista,
guidata  da  Violeta  Barrios  de Chamorro,  che  attu  un  programma
economico pi moderato e cerc di promuovere la riconciliazione tra le
opposte fazioni.
El  Salvador  stato per lungo tempo governato da dittature  militari,
espressioni  dell'oligarchia dominante, formata da  pochi  proprietari
terrieri. Gli squilibri sociali e la dura repressione dell'opposizione
hanno  alimentato una tensione costante, esplosa negli  anni  settanta
con  le prime manifestazioni di protesta dei gruppi guerriglieri.  Nel
marzo  del  1980, il vescovo di San Salvador Oscar Romero  y  Gadames,
schieratosi   a   difesa   della  popolazione   contro   la   violenza
dell'oligarchia, venne ucciso dagli "squadroni della  morte",  squadre
paramilitari al servizio della dittatura, mentre celebrava  la  messa.
Il  gravissimo episodio port il paese sull'orlo della guerra  civile.
In quello stesso anno si form il fronte Farabundo Mart (dal nome del
rivoluzionario  fucilato  dai militari nel 1932)  per  la  liberazione
nazionale,  che  organizz  la lotta politica  e  militare  contro  la
dittatura. Dopo dodici anni di guerra civile, nel 1992 si giunse ad un
accordo    che    prevedeva   la   pacificazione,    l'inizio    della
democratizzazione e profonde riforme sociali.
Dagli inizi del Novecento, la storia recente del Guatemala, sottoposto
al  controllo  della multinazionale statunitense di  frutta  tropicale
United  Fruit,  stata caratterizzata da un susseguirsi  di  colpi  di
stato militari, di interventi diretti e indiretti degli Stati Uniti  e
da  una guerra civile che negli ultimi trenta anni ha provocato  oltre
centomila  morti. Nel 1993, dopo il fallito tentativo  del  presidente
Jorge  Serrano di instaurare una dittatura personale,   stato  eletto
alla  presidenza Ramiro de Len Carpio, politico di origine cattolica,
noto per il suo impegno in difesa dei diritti umani.
Qualche significativo frutto ha cominciato a dare anche la politica di
sviluppo   economico  avviata  a  Panama  dopo  l'abbattimento   della
dittatura  di  Manuel  Noriega ad opera dei soldati  statunitensi  nel
1989.
